i
Venerdì 16 Ottobre 2026
ULTIMA ORA
Riforma elettorale: i sei punti dei 30 ricorsi per incostituzionalità

Riforma elettorale: i sei punti dei 30 ricorsi per incostituzionalità

La rete, composta da costituzionalisti, avvocati e cittadini, punta a depositare trenta ricorsi nei tribunali dei 29 distretti di corte d'appello italiani, coinvolgendo 99 legali.

L'iniziativa, coordinata da Pietro Adami, Enrico Grosso e Roberto Zaccaria, raccoglie anche il sostegno delle opposizioni parlamentari, in una sorta di passaggio di testimone dalle istituzioni alla società civile. È previsto inoltre un fondo di solidarietà per sostenere le eventuali spese giudiziarie dei ricorrenti soccombenti.

Il costituzionalista Enrico Grosso ha illustrato i sei principali profili di possibile incostituzionalità della legge:

Premio di maggioranza, contestato sia per i suoi effetti sulla rappresentanza sia perché collega l'elezione di Camera e Senato, che la Costituzione configura come autonome;

Meccanismo di assegnazione dei seggi, con particolare riferimento al rapporto tra voti ottenuti e rappresentanza parlamentare;

Libertà di voto e selezione degli eletti, secondo i promotori, gli elettori non sarebbero messi in condizione di conoscere adeguatamente gli effetti del proprio voto sui singoli parlamentari;

Parità di accesso ed equilibrio di genere, perché i capilista bloccati potrebbero appartenere tutti allo stesso genere;

Indicazione obbligatoria del candidato premier, il vincolo, secondo Grosso, presuppone che ogni lista debba candidarsi a governare, mentre alcune formazioni possono legittimamente presentarsi con l'obiettivo di svolgere un ruolo di opposizione. La disposizione solleverebbe inoltre dubbi rispetto alle prerogative del Presidente della Repubblica nella nomina del Governo;

Numero eccessivo di firme richiesto alle liste non rappresentate in Parlamento, a fronte delle esenzioni riconosciute alle formazioni già presenti nelle Camere. La rete ritiene che questa disparità possa violare il principio di ragionevolezza e il diritto di pari accesso alle candidature.

Grosso sottolinea che i ricorsi si baseranno su specifiche questioni di legittimità costituzionale, alcune delle quali richiamerebbero principi già affermati dalla Consulta in precedenti decisioni. L'auspicio è che la Corte possa intervenire sui singoli aspetti contestati, eliminando le disposizioni illegittime e lasciando in vigore una legge elettorale applicabile.

La tempistica dipenderà dalle decisioni dei tribunali e dalle successive fasi processuali. I promotori prevedono un possibile percorso di circa tre mesi e considerano realistico ottenere una pronuncia a partire da febbraio, in tempo per le elezioni. Si tratta tuttavia di una previsione, non di una scadenza garantita: la decisione di sollevare le questioni spetta ai giudici competenti e i tempi effettivi dipenderanno dall'andamento dei procedimenti.

Articoli correlati

Commenti

Nessun commento ancora. Sii il primo!

Lascia un commento