Il prevaricante strapotere del tycoon Usa e la sua ignoranza della stessa storia americana
Trump: “Kiev trovi un nuovo leader che faccia un accordo”.
Questo è l’invito del Presidente americano agli Ucraini, una popolazione che da sempre lotta per essere libera dalla dominazione o dal controllo della Russia e che da 4 anni “resiste” contro la soverchiante potenza “imperiale” con una capacità, un coraggio e il sacrificio della vita di migliaia di giovani, tutti fatti che hanno sorpreso e commosso il mondo intero, dimostrazione inconfutabile di un sentimento molto forte e condiviso.
La sensazione che ne ho ricevuto è di stupore nonostante le ormai ben note impennate di questo personaggio perché non pensavo potesse giungere a tanto, ma in me, contemporaneamente, è nata l’attesa. Mi rifiuto di credere che la società americana, anche quella larga parte che si riconosce nel Partito Repubblicano, rimanga indifferente rispetto a questo crudele invito che capovolge i principi che stanno a fondamento della loro nazione e della loro libertà.
Mi pongo una semplice domanda: come avrebbero appellato un invito simile George Washington e Thomas Jefferson, il comandante dei coloni e l’estensore della Costituzione americana che guidarono la rivolta contro l’impero Inglese e conquistarono la libertà nonostante la crudele reazione delle truppe inglesi e i massacri di Waxhaws, di Baylor, di Wyoming Valley e Cherry Valley e di Gnadenhütten e nonostante che su una popolazione di soli due milioni e mezzo di coloni ne morirono 25,324, come certifica lo storico Howard Peckham che ha elaborato la stima più accurata sui morti durante la Rivoluzione americana?
Cosa avrebbero dovuto rispondere i coloni americani ad un invito: “cambiate il comandante e fate un accordo con il re?” Accettare che le forniture di the venissero lievemente detassate e altre amenità del genere visto che allora il costo del gas o del petrolio non era ancora un problema? Nella realtà se avessero detto di sì non sarebbe nata la nazione americana che, assieme alla rivoluzione francese, ha creato i tempi moderni.
Impossibile che una simile presa di posizione del loro Presidente non crei un’ampia e unitaria reazione dell’intera società americana. Sarebbe gravissimo, un segnale di grande debolezza.

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