“Il Fantasma di Stratford” torna a Messina, grazie al regista Daniele Gonciaruk
di Francesco Cappello
Si è concluso presso il Palacultura “Antonello da Messina” il laboratorio teatrale "La bottega di Shakespeare", evento organizzato dall’associazione culturale “Officine Dagoruk”, in collaborazione con gli Assessorati comunali alle Politiche culturali e alla Pubblica istruzione, con la supervisione dell’attore e regista Daniele Gonciaruk.
Protagonisti più di 80 giovani studenti delle diverse scuole di Messina, sia medie che superiori (Cannizzaro Galatti, Bisazza, Minutoli-Quasimodo, Seguenza, Verona Trento, Archimede, Maurolico, La Farina, Catalfamo, Enzo Drago, Leopardi, Mazzini-Gallo, Pascoli, Villa Lina - Ritiro)) che hanno vissuto un’esperienza unica, avendo avuto l’opportunità di calarsi nei panni di alcuni fra i più famosi personaggi del noto drammaturgo inglese, William Shakespeare, provando per ore ognuno la propria parte in una location fantastica quale la Chiesa Santa Maria Alemanna concessa gentilmente dal Comune di Messina, avvicinandosi così al mondo del teatro elisabettiano con una nuova prospettiva, un nuovo linguaggio, alternando momento comici e riflessioni profonde, rendendo i grandi classici shakespeariani vivi e rilevanti nel contesto moderno.
L’attore e regista Daniele Gonciaruk, classe ‘71, messinese di origine ma romano d’adozione, conseguito il diploma presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, già nel 1998, tramite l’Assessorato alle politiche giovanili di Messina, ha tenuto seminari sulla recitazione in molte scuole medie della città situate nei quartieri con “assenza d’arte”, favorendo lo sviluppo e l’interesse verso il teatro di giovani, i quali hanno potuto conoscere i segreti del palcoscenico e del dietro le quinte.
“Il Fantasma di Stratford”, messo in scena con l’Associazione culturale “Officine Dagoruk”, inzialmente studiato con la formula “one man show”, durante i vari workshop teatrali, vedendo l’interesse ed il coinvolgimento degli studenti, viene rivisitato, dando spazio ai giovani attori in erba, che interpretano egregiamente gli svariati personaggi delle commedie e tragedie shakespeariane, oltre ai drammi storici e romanzeschi, come Romeo e Giulietta, Amleto, Otello, Macbeth, La Bisbetica Domata, Enrico VI, La Tempesta e tanti altri.
Il poliedrico e versatile attore messinese, inizia a raccontare la storia di una Londra fumosa e sporca, fino a quando, Elisabetta I, da lui stesso interpretata con una rossa parrucca, permette agli artisti di farsi conoscere e crescere, portando la vera ricchezza intellettuale in quel periodo, che verrà ricordato come “elisabettiano”. Vengono costruiti teatri, dove gli scrittori possono mettere in scena le loro opere, per divertire con le commedie, far riflettere con le tragedie e con drammi. E proprio grazie a Elisabetta I che William Shakespeare conosce il suo periodo d’oro, scrivendo oltre 50 opere teatrali in pochissimo tempo.
Ma è proprio sulla scorta di queste tante pubblicazioni che la storia di Shakespeare si infittisce, creando un vero e proprio mistero sulla sua vera identità. E’ vero che la maggior parte degli studiosi shakespeariani attribuiscono senza alcun dubbio le opere proprio al William di Stratford, ma per la scarsità di notizie sulla sua vita, come lettere, cartoline e documenti, sono stati avanzati diversi dubbi. In particolare, una della tesi più accreditate sia che il “bardo” si possa identificare con un linguista e scrittore di origine italiane, John Florio, già attivo diversi anni prima di Willian Shakespeare, con il quale si potrebbero spiegare le minuziose descrizioni di luoghi italiani, oltre all’utilizzo di numerosi vocaboli ed espressioni dantesche presenti nelle opere shakespeariane, spiegando la raffinata cultura presente.
E citando una delle commedie shakespeariane ambientate proprio nella nostra Messina, non sarà che la storia de “Il Fantasma di Stratford” non sia altro che “Molto rumore per nulla”? Ai posteri l’ardua sentenza…

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