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Venerdì 16 Ottobre 2026
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Grillo: Nessun nuovo partito e ribattezza Conte “il reverendo Jones, l'uomo che sussurrava ai cavilli”

Grillo: Nessun nuovo partito e ribattezza Conte “il reverendo Jones, l'uomo che sussurrava ai cavilli”

Beppe Grillo non sembra intenzionato a mettere in piedi un nuovo partito. A chiarirlo è stato lo stesso fondatore del Movimento 5 Stelle durante l'intervista concessa a Pulp Podcast, il programma condotto da Fedez e Mr. Marra.

Dopo le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi su una possibile lista autonoma di Grillo, che avrebbe potuto intercettare una parte del consenso del Movimento 5 Stelle, il comico genovese smentisce, spiegando di non avere né il potere né le possibilità concrete per organizzare una nuova formazione politica.

Grillo ha comunque rivendicato il proprio ruolo nella nascita del Movimento e ha parlato del rapporto ormai compromesso con la formazione politica che aveva contribuito a fondare insieme a Gianroberto Casaleggio. Secondo il fondatore, il M5S di oggi è profondamente diverso da quello delle origini.

Nel corso della conversazione non sono mancate le critiche all'attuale linea del Movimento e a Giuseppe Conte. Grillo ha utilizzato, come spesso accade nei suoi interventi, metafore e battute per descrivere la trasformazione del partito e la distanza rispetto al progetto iniziale e attribuisce a Conte la responsabilità della trasformazione del Movimento definendolo “il reverendo Jones, l'uomo che sussurrava ai cavilli”. Una battuta che accompagna una critica più ampia alla linea assunta dal Movimento, che secondo il fondatore avrebbe perso la propria identità originaria.

Il Movimento, secondo Grillo, è ormai diventato "un partito normale" e che Conte dovrebbe avere un proprio simbolo e uno stemma personale. Sul nuovo corso dei Cinque Stelle il giudizio espresso durante il podcast è particolarmente duro: secondo Grillo, di progressista sarebbe rimasta soltanto "la paralisi progressiva" della mente.

La vicenda giudiziaria di Ciro

Uno dei passaggi più delicati dell'intervista ha riguardato Ciro Grillo, figlio di Beppe, condannato in primo grado per violenza sessuale di gruppo. Parlando della situazione personale del figlio, Grillo ha raccontato di un periodo particolarmente difficile e ha spiegato che Ciro sta studiando per diventare avvocato penalista. Secondo quanto riferito dal padre, il giovane avrebbe intenzione di prepararsi sul piano giuridico anche per sostenere la propria innocenza e difendersi personalmente.

L'attacco a Roberto Vannacci

Ampio spazio anche alla politica e, in particolare, a Roberto Vannacci. Sollecitato sul generale ed ex europarlamentare e sul nuovo scenario politico che lo vede protagonista, Grillo ha espresso una posizione fortemente critica. Il comico ha collegato il ritorno di temi come nazionalismo, patria e fascismo a quella che considera una riduzione del dibattito politico e culturale. Nel descrivere Vannacci ha poi utilizzato una delle sue consuete immagini, paragonandolo a una “decalcomania”, sostenendo che più viene attaccato e più finisce per rimanere attaccato al dibattito pubblico.

L'intervista si è così trasformata in un lungo excursus tra politica, Movimento 5 Stelle e vicende familiari. Nessun annuncio di un ritorno elettorale diretto, dunque, ma la conferma che Grillo continua a rivendicare un legame con la storia e con le idee dalle quali nacque il Movimento.

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