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Venerdì 16 Ottobre 2026
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Colpito l’aeroporto di Riad e impianti Aramco, gli Houthi rivendicano l'attacco

Colpito l’aeroporto di Riad e impianti Aramco, gli Houthi rivendicano l'attacco

Una massiccia colonna di fumo nero si è alzata sabato nei pressi dell’aeroporto internazionale King Khalid di Riyadh, visibile da diversi chilometri e ripresa da cittadini, media sauditi e testate internazionali.

Per tutta la notte le autorità saudite avevano diffuso alert alla popolazione, segnalando un potenziale rischio nella capitale in un contesto di crescente tensione con il gruppo yemenita degli Houthi, responsabile di numerosi attacchi nella regione. Si è trattato dei primi avvisi ufficiali dall’inizio dell’escalation registrata a luglio.

Nel corso della giornata, le immagini circolate sui social hanno mostrato una colonna di fumo nella zona tra l’autostrada e il terminal principale dell’aeroporto. In alcuni video si distinguono fiamme provenienti da impianti di carburante, anche se le autorità non hanno ancora fornito una ricostruzione dettagliata dell’origine dell’incendio.

Il sito di monitoraggio aereo FlightRadar24 ha segnalato forti disagi: 17 voli cancellati, 440 ritardi, oltre la metà delle operazioni previste nello scalo.

In serata è arrivata la rivendicazione degli Houthi, che nelle sue comunicazioni ufficiali — diffuse dal portavoce Yahya Saree — hanno dichiarato di aver condotto due operazioni militari contro obiettivi sensibili a Riyadh e impianti petroliferi Aramco nella città portuale di Yanbu.

Secondo il comunicato, le operazioni sarebbero state condotte con un gran numero di missili balistici, missili da crociera e droni e avrebbero raggiunto gli obiettivi prefissati.

Gli Houthi sono considerati un’organizzazione responsabile di gravi violenze e attacchi contro civili e infrastrutture nella regione.

Il gruppo ha motivato gli attacchi come risposta ai raid condotti dall’aviazione saudita — in particolare con caccia F‑15 e Typhoon — dalle basi di Khamis Mushait e Ta’if. Secondo la loro versione, i raid sauditi avrebbero causato 732 bombardamenti con vittime civili e danni alle infrastrutture in Yemen.

Nel comunicato si accusa inoltre l’Arabia Saudita di tentativi di colpire la capitale yemenita Sana’a con "tattiche daeshiane", riferendosi a presunti tentativi di esplosioni mirate contro civili.

L’episodio si inserisce in una fase di forte instabilità nella regione, con attacchi e contro‑attacchi che coinvolgono Arabia Saudita, Yemen e altri attori mediorientali.

La vicinanza dell’incendio all’aeroporto di Riyadh — uno dei principali hub del Medio Oriente — ha alimentato preoccupazioni sulla sicurezza delle infrastrutture strategiche e sulla capacità del Paese di contenere l’escalation.

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