Autostrade A18 e A20, il Pd: "Trasferimento della gestione del Cas ad Anas"
Le criticità delle autostrade siciliane A18 Messina-Catania e A20 Messina-Palermo tornano al centro del dibattito politico dopo le verifiche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che prospettano possibili limitazioni alla circolazione, fino alla chiusura di alcuni tratti. Una situazione che suscita la dura reazione del Partito democratico, che punta il dito contro anni di ritardi nella manutenzione e nella gestione della rete autostradale e chiede interventi immediati per garantire la sicurezza e ridurre i disagi per cittadini e imprese.
A intervenire è Armando Hyerace, segretario provinciale del Pd di Messina, che richiama l'attenzione sulle criticità già segnalate in passato. "La sicurezza non si discute. Ma è incredibile che, dopo anni di allarmi, contestazioni e diffide rimaste senza risposte adeguate, oggi il Ministero delle Infrastrutture arrivi a prospettare persino la chiusura di tratti delle autostrade Messina-Catania e Messina-Palermo. Le criticità erano note da tempo: il Mit aveva già diffidato il Cas nel 2021. Cosa è stato fatto in questi anni?", dichiara.
Secondo Hyerace, l'eventuale introduzione di un limite di velocità a 60 chilometri orari avrebbe conseguenze pesanti per l'intero territorio provinciale, incidendo sulla mobilità quotidiana di pendolari e lavoratori, sulle attività produttive e sul turismo. A rendere il quadro ancora più problematico sarebbero le condizioni delle strade statali, che difficilmente potrebbero assorbire ulteriori volumi di traffico in caso di restrizioni sulla rete autostradale.
Per questo, il segretario provinciale dem sollecita un piano di emergenza che preveda il potenziamento dei collegamenti ferroviari sulle direttrici Messina-Catania e Messina-Palermo, con un aumento delle corse e dei posti disponibili. Hyerace chiede inoltre di intervenire sul costo dei pedaggi: in presenza di limitazioni così significative, sostiene, le tariffe dovrebbero essere sospese o ridotte.
Nel mirino finiscono anche l'assenza di tempi certi per il completamento dei lavori e la mancanza di risorse che garantiscano concretamente la realizzazione degli interventi necessari. "Sembra quasi che, dopo anni di immobilismo, con queste verifiche ci si voglia lavare la coscienza, scaricando sui cittadini il prezzo delle inefficienze", afferma Hyerace, che critica anche le scelte politiche del centrodestra siciliano e nazionale, accusato di aver concentrato l'attenzione sulla propaganda legata al Ponte sullo Stretto senza risolvere le emergenze delle infrastrutture già esistenti.
Sulla stessa linea Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd, che individua nel Consorzio per le Autostrade Siciliane (Cas) il simbolo di un modello gestionale che, a suo giudizio, non ha saputo garantire efficienza e manutenzione adeguata. Barbagallo parla di una struttura diventata "una zavorra", caratterizzata da inefficienze e logiche clientelari.
"Basta cambi di vertice, annunci e rimpalli di responsabilità. Serve cambiare il modello di gestione, garantendo investimenti, manutenzione e controlli efficaci", afferma il segretario regionale.
Il partito chiede al Governo nazionale e alla Regione siciliana tre impegni immediati: la pubblicazione di un cronoprogramma dei lavori, corredato da risorse certe e scadenze verificabili; un piano straordinario per rafforzare il trasporto ferroviario in caso di restrizioni alla circolazione; e l'avvio del percorso per il superamento del Cas e il passaggio della rete autostradale ad Anas.
La conclusione di Barbagallo è un appello alle responsabilità politiche e istituzionali. "I siciliani hanno diritto ad autostrade sicure ed efficienti, non all'ennesimo elenco di divieti e limitazioni. E non possono continuare a pagare il prezzo di responsabilità politiche che nessuno vuole assumersi", dichiara, chiedendo risposte concrete per affrontare una situazione che rischia di avere ripercussioni rilevanti sulla mobilità e sull'economia dell'Isola.

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