i
Venerdì 16 Ottobre 2026
ULTIMA ORA
Traffico illecito di rifiuti nel Messinese: scattano 5 misure cautelari. Confermato il sequestro delle aziende

Traffico illecito di rifiuti nel Messinese: scattano 5 misure cautelari. Confermato il sequestro delle aziende

Arrivano le decisioni del Giudice per le Indagini Preliminari di Messina, Ornella Pastore, nell’ambito della vasta inchiesta condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dai finanzieri del Gico sul traffico illecito di rifiuti nel Messinese. All’esito degli interrogatori preventivi, il Gip ha firmato cinque misure cautelari nei confronti dei principali indagati, confermando l'impianto accusatorio che già il mese scorso aveva portato al sequestro preventivo di tre imprese edili e di otto discariche abusive.

L'indagine ha svelato un collaudato sistema illegale che per anni ha visto lo smaltimento abusivo di oltre venti tonnellate di scarti edili e d'asfalto, sparsi tra i territori di Messina, Pace del Mela e Villafranca Tirrena. A ricostruire l'intera filiera del traffico sono stati i militari del Gico, attraverso mesi di appostamenti, pedinamenti e dettagliate videoriprese.

Le decisioni del Gip e le misure cautelari

Rispetto ai 23 indagati complessivi finiti nel registro della Procura, la giudice Pastore ha disposto la misura interdittiva del divieto di esercitare attività d’impresa per 12 mesi nei confronti dell'imprenditore barcellonese Salvatore Antonino Imbesi, figura chiave della vicenda in qualità di amministratore della Pro.Co.Ge.Im. Srl e legale rappresentante della Venuto Srls e della Venuto Antonino & C. Srl.

Coinvolti anche i familiari dell'imprenditore: per la madre, Tindara Venuto, è stato disposto l'obbligo di dimora a Barcellona Pozzo di Gotto, mentre per il congiunto Salvatore Tindaro Imbesi è scattato l'obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria, avendo il giudice riconosciuto per quest'ultimo una posizione più defilata.

Misure interdittive per la durata di sei mesi sono state applicate anche nei confronti dei due "certificatori" dell'organizzazione, Fernando Plicanti di Palermo e Giuseppe Serro di Alcamo, ai quali è stato vietato l'esercizio dell'attività di analisi e caratterizzazione dei rifiuti. Nessuna misura personale è stata invece applicata nei confronti di Santina Barbera, per la quale la Dda aveva avanzato richiesta: il Gip ha ritenuto marginale il suo ruolo, considerando anche la sua estraneità professionale ai fatti gestionali essendo un'insegnante.

Sequestri confermati e la mappa degli indagati

L'ordinanza del giudice conferma inoltre il sequestro preventivo delle tre ditte della famiglia Imbesi operanti nel settore edile e della lavorazione degli inerti, oltre ai terreni e ai siti "pirata" individuati dai finanzieri tra Barcellona Pozzo di Gotto, San Filippo del Mela, Milazzo e Villafranca Tirrena.

Restano complessivamente 18 gli altri soggetti indagati a vario titolo nell'inchiesta (tra cui figurano residenti dell'hinterland messinese, da Castroreale a Monforte San Giorgio, fino alla città dello Stretto). Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Francesco Chillemi, Carlo Autru Ryolo e Giovanni Cicala.

Articoli correlati

Commenti

Nessun commento ancora. Sii il primo!

Lascia un commento