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Venerdì 16 Ottobre 2026
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Scontri da nord a sud in Albania, gli studenti chiedono le dimissioni di Rama

Scontri da nord a sud in Albania, gli studenti chiedono le dimissioni di Rama

Ancora scontri a Tirana fra gruppi di manifestanti e la polizia, sia vicino alla sede del ministero dell'Educazione, già teatro di atti violenti negli ultimi due giorni, sia in altre aree del centro città. Incappucciati e mascherati, giovani manifestanti hanno assalito e danneggiato edifici pubblici e negozi e hanno lanciato a più riprese sassi contro le forze dell'ordine che hanno risposto con gli idranti e i lacrimogeni. Alcuni manifestanti sono stati fermati. 

Le proteste divampano anche in altre cinque città dell'Albania, da Nord a Sud, dove in molti casi le lezioni nelle università e scuole medie superiori sono state boicotatte.  A Durazzo a circa 40 chilometri a sud di Tirana e a Scutari, nel nord del paese, sono stati feriti alcuni agenti a causa del lancio di pietre da parte dei dimostranti, perlopiù adolescenti, molti traivsati. 

La ministra dell'Educazione Mirela Kumbaro ha rivolto appelli pubblici ai genitori: "Non permettete che i vostri figli vengano esposti alla violenza e a situazioni che mettono a rischio la vita e la loro salute". Secondo la polizia ci sarebbero sospetti su casi di utilizzo dei minori "sulla prima linea degli scontri, a fini ben premeditati".

“Manifestare è un diritto legittimo, ma non può essere usato come pretesto per la violenza, la distruzione della città o brutti scontri in mezzo alla strada”, ha affermato la vice primo ministro Albana Kociu. “Mi rivolgo agli studenti e a ogni cittadino onesto che crede nel diritto di protestare: prendete le distanze dalla violenza e dal vandalismo”.

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