Messina. Il Comune cambia gestione informatica delle pratiche edilizie e paga 127mila euro a Maggioli. Interrogazione
Un cambio di rotta nell'infrastruttura digitale del Comune di Messina finisce al centro di un'incalzante interrogazione consiliare. Oggetto del contendere è la decisione di dismettere Urbamid – la storica piattaforma informatica usata dal Dipartimento Urbanistica per la gestione dei procedimenti edilizi – per sostituirla con un nuovo sistema fornito dal gruppo Maggioli Spa, per un importo di 127mila euro (oltre Iva).
A chiedere conto e ragione dell'operazione sono i consiglieri comunali Marcello Scurria e Giuseppe Capurro, che hanno depositato un'interrogazione urgente a risposta scritta indirizzata al sindaco Federico Basile, all'assessore al ramo Francesco Caminiti e al presidente del Consiglio comunale Massimiliano Minutoli. L'atto punta i riflettori sulle motivazioni che hanno spinto Palazzo Zanca ad abbandonare un software sviluppato internamente e privo di costi diretti per l'Ente, a fronte di una spesa consistente che potrebbe gravare ulteriormente sulle casse pubbliche negli anni a venire.
Più di 107mila istanze a costo zero: i numeri del sistema "fatto in casa"
Nato nel 2011 su intuizione di un tecnico dello stesso Dipartimento Urbanistica, Urbamid ha gestito per oltre un decennio l'intero flusso di pratiche edilizie e ambientali della città (dalle Cila e Scia ai Permessi di Costruire, fino alle procedure di Via, Vas e Sea).
I consiglieri ne sottolineano la trasparenza, l'affidabilità e soprattutto l'economicità: sviluppato e aggiornato dal personale interno, il gestionale ha garantito la continuità operativa dell'ufficio senza pesare sul bilancio comunale. Fino all'inizio di ottobre 2026, la piattaforma aveva già protocollato e lavorato 107.403 istanze, mantenendo un ritmo medio superiore alle 70 pratiche quotidiane. Risultati che, secondo l'interrogazione, rendono incomprensibile la scelta di accantonare un servizio ormai consolidato tra dipendenti e professionisti esterni.
Il nodo dei costi e il rischio di spese nascoste
Adesso, la determina dirigenziale del 2 novembre dello scorso anno ha stabilito l'affidamento alla società Maggioli Spa per una cifra iniziale di 127mila euro. Ed ecco che Scurria e Capurro mettono in guardia dai potenziali costi indiretti e futuri che potrebbero nascondersi dietro l'appalto: oneri accessori, vale a dire canoni annuali, licenze d'uso, manutenzione straordinaria e assistenza tecnica; ed ancora aggiornamenti e formazione, cioè i costi per adeguare la piattaforma alle normative e per addestrare il personale all'utilizzo del nuovo programma.
I firmatari dell'atto chiedono se siano state effettuate analisi di fattibilità o valutazioni costi-benefici prima di optare per la dismissione di Urbamid invece di procedere, eventualmente, con un suo semplice aggiornamento o potenziamento interno.
Oltre all'aspetto finanziario, l'interrogazione pone l'accento sui potenziali disservizi legati alla fase di transizione. Il passaggio da un gestionale all'altro rischia infatti di generare collo di bottiglia nell'espletamento delle pratiche edilizie, con conseguenti ritardi a danno di cittadini e tecnici abilitati.
I consiglieri domandano quali contromisure siano state adottate per scongiurare blocchi operativi e perché non si sia valorizzato l'inestimabile know-how sviluppato all'interno dell'amministrazione comunale.
I 6 quesiti rivolti alla Giunta
- Le motivazioni del cambio: chiarire quali ragioni tecniche, economiche e organizzative abbiano spinto a superare il sistema Urbamid;
- le criticità contestate: specificare quali malfunzionamenti siano stati riscontrati nel vecchio gestionale e perché non si sia intervenuti con manutenzione interna;
- gli studi preliminari: rendere noto se la determina del 2 novembre 2025 sia stata preceduta da analisi comparative e valutazioni d'impatto;
- la spesa totale: fornire la stima complessiva di tutti i costi di gestione previsti per la nuova piattaforma Maggioli (canoni, licenze, assistenza e formazione);
- la continuità del servizio: illustrare il piano strategico per evitare ritardi e blocchi nell'erogazione dei servizi durante la fase di migrazione dati;
- la trasparenza degli atti: chiarire se l'Amministrazione intenda rendere pubblici tutti i documenti tecnici ed economici che hanno giustificato l'affidamento esterno.
Spetterà ora alla Giunta comunale fornire le adeguate risposte scritte per chiarire la convenienza e l'impatto reale dell'investimento.

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