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Venerdì 16 Ottobre 2026
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Mensa scolastica a Messina, Russo (PD) : “Raffica di ritardi e anomalie, perché il Comune non gestisce direttamente il servizio?”

Mensa scolastica a Messina, Russo (PD) : “Raffica di ritardi e anomalie, perché il Comune non gestisce direttamente il servizio?”

Il capogruppo del PD Alessandro Russo attacca l'Amministrazione e la Messina Social City dopo il nuovo bando lanciato da ATM tra proroghe, ritardi e un sistema di affidamenti che solleva dubbi di legittimità e trasparenza.

Un servizio essenziale per centinaia di famiglie messinesi che continua a viaggiare sul binario dell'incertezza, delle proroghe e dei dubbi procedurali. È quanto denuncia Russo, ponendo al centro del dibattito politico le travagliate vicende legate alla gara d'appalto per la refezione scolastica.

L'ultimo capitolo della vicenda riguarda il riavvio della procedura di gara da parte di ATM S.p.A. per l'affidamento del servizio relativo all'anno scolastico in corso. Un bando che giunge con oltre un mese di ritardo sulla tabella di marcia ed è già il secondo tentativo, arrivato dopo la revoca lampo della prima gara promossa e subito bloccata lo scorso mese. Nel frattempo, per evitare l'interruzione del servizio ai ragazzi, si sta procedendo con una proroga al vecchio gestore: una soluzione tampone che, tuttavia, sta generando diffuse e forti lamentele tra studenti e genitori per la qualità erogata.

Ma oltre ai disservizi pratici, l'esponente dem solleva pesanti interrogativi di natura amministrativa ed economica sulla gestione affidata a Messina Social City:

Sebbene la Messina Social City debba garantire la mensa scolastica in virtù di un contratto di servizio in proroga da oltre un anno — ed è titolare della funzione da almeno quattro anni —, l'Azienda Speciale – dice Russo- continua a dimostrarsi incapace di gestire la procedura con forze e strutture proprie. Per questo motivo si rivolge annualmente ad altre stazioni appaltanti aziendali: l'anno scorso a MessinaServizi Bene Comune, quest'anno per ben due volte ad ATM S.p.A.

Sussistono i requisiti per l'in house? Una delle condizioni fondanti dell'affidamento diretto in house è proprio la capacità dell'azienda di farsi carico con mezzi propri dell'esecuzione del servizio. Visto che la Social City esternalizza sistematicamente sia la gara che l'esecuzione, ci si chiede se la legittimità di tale modello regga ancora.

Ed ancora - aggiunge il dem- “nonostante un bilancio annuale da decine di milioni di euro, a distanza di quattro anni la Messina Social City non ha ancora attivato le procedure per qualificarsi presso l'ANAC come stazione appaltante autonoma, rimanendo costretta a ‘chiedere in prestito’ le gare alle altre partecipate del Comune”.

Un'altra criticità evidenziata dal capogruppo PD riguarda il cortocircuito nei controlli e la promessa (mai mantenuta) delle strutture interne: “Estendere a dismisura la filiera di controllo sul contratto crea solo confusione e difficoltà gestionali tra chi è formalmente titolare del servizio, chi fa la gara e chi deve vigilare nelle scuole. Se la Social City appalta tutto all'esterno e in quattro anni non ha mosso un dito per realizzare le strutture-cucina promesse per fare la mensa 'in house', perché il servizio non torna direttamente al Dipartimento comunale competente? Si garantirebbe una catena di responsabilità e controllo molto più corta, chiara e accessibile alle famiglie”, incalza Russo.

Infine, resta del tutto priva di chiarimenti la motivazione che ha spinto l'Amministrazione e la Messina Social City a ritirare in autotutela il primo bando di gara lanciato poche settimane fa.

Russo conclude ricordando che la Giunta, le società partecipate e le aziende speciali gestiscono denaro pubblico e che la trasparenza e la rendicontabilità verso la cittadinanza non sono un optional, ma un dovere inderogabile a cui Palazzo Zanca continua a sottrarsi.

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