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Venerdì 16 Ottobre 2026
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Cateno De Luca dopo l’accordo con Meloni: “ Vannacci, scansati. Campo largo? Già battuto”

Cateno De Luca dopo l’accordo con Meloni: “ Vannacci, scansati. Campo largo? Già battuto”

Cateno De Luca, certo, non aveva bisogno di un accordo di peso per vantare la forza politica del suo Sud chiama Nord, ma se alla spavalderia che gli è propria, si aggiunge anche l’asso dell’intesa raggiunta con Giorgia Meloni per avere un gruppo alla Camera, chi lo ferma più? Inarrestabile, invincibile, sente di potere asfaltare qualunque altra forza politica, coalizione, minacci quel centrodestra che lo ha accolto dopo tanta 'titubante scelta' della coalizione con cui stringere il 'patto di sangue' in vista del doppio appuntamento elettorale.  

“Vannacci? Un populista da non temere. Il campo largo? Lo abbiamo battuto” – afferma De Luca.

Un’analisi netta, la sua, che ridisegna direttamente gli equilibri interni al centrodestra in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, ridimensionando senza mezzi termini la figura dell’ex generale Roberto Vannacci. Secondo il leader di Sud chiama Nord, infatti, il recente patto siglato con la coalizione di governo rende il contributo di Vannacci del tutto secondario, se non del tutto irrilevante.

A sostegno della propria tesi, De Luca cita con orgoglio i primi dati emersi dai sondaggi realizzati all'indomani dell'accordo raggiunto con la premier: rilevazioni che mostrano un centrodestra nettamente in vantaggio e in grado di staccare l'alleanza del campo largo. Una posizione di forza che gli permette di lanciare una stoccata diretta al parlamentare ed ex generale: “Credeva di poter essere l’ago della bilancia per le prossime elezioni, ma dovrà mettersi l’anima in pace: è ininfluente. Possiamo fare a meno del suo populismo da quattro soldi”.

Rivendicando il peso e la centralità di Sud chiama Nord nei nuovi assetti politici, De Luca tiene a sottolineare la matrice civica ed autonomista del movimento, ponendo l'accento sul forte legame con gli enti e gli amministratori locali. L'obiettivo dichiarato resta quello di dare voce alle esigenze reali delle comunità locali all'interno delle istituzioni parlamentari: “Siamo l’unica forza autonomista e realmente civica del panorama politico italiano, pronti a portare in Parlamento la voce dei territori con l’entusiasmo di chi quei territori li conosce perché li amministra quotidianamente”.

Una stoccata finale che non risparmia nemmeno gli avversari del centrosinistra (con i quali era parsa possibile un’intesa sino a qualche settimana fa) liquidati sdegnosamente come “civici in provetta”.

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