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Venerdì 16 Ottobre 2026
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Autotrasporto in Sicilia. CNA FITA: “La Regione dà maggiori contributi ai colossi e le briciole alle piccole imprese, che non scioperano”

Autotrasporto in Sicilia. CNA FITA: “La Regione dà maggiori contributi ai colossi e le briciole alle piccole imprese, che non scioperano”

Mentre i colossi del settore trasporti e le grandi flotte annunciano in grande stile il fermo delle attività a partire dalla mezzanotte del 16 ottobre, la realtà drammatica di migliaia di autisti e piccoli padroncini è un'altra: loro si sono già fermati, non per protesta, ma perché non hanno più le risorse economiche per mettere il carburante nei serbatoi.

In una nota diffusa dal sindacato degli autotrasportatori, si evidenzia la drammatica condizione delle micro e piccole aziende travolte dal caro-carburante, schiacciate dai colossi del settore e discriminate nella ripartizione dei fondi regionali.

Per queste realtà dell’autotrasporto siciliano, scendere in piazza o incrociare le braccia non è più neppure un’opzione praticabile. A denunziarlo con fermezza è CNA FITA Sicilia attraverso una nota stampa ufficializzata in queste ore: mentre i colossi del settore e le grandi flotte aziendali annunciano con enfasi il fermo dei mezzi a partire dalla mezzanotte del 16 ottobre, la tragica realtà per migliaia di piccoli padroncini è un'altra. Molti di loro si sono già dovuti fermare, non per protesta, ma perché privi della forza economica minima per riempire i serbatoi e proseguire l'attività.

Secondo il sindacato di categoria, il blocco dei trasporti si configura ormai come un privilegio per pochi. A proclamarlo sono le grandi aziende — la cui operatività fa spesso leva sulla raccolta di finanziamenti pubblici piuttosto che sul solo servizio di trasporto —, mentre la schiacciante maggioranza delle microimprese affoga nel silenzio, priva sia delle risorse necessarie per scioperare, sia di un'adeguata copertura mediatica.

I numeri della disperazione diffusi dal sindacato

Nel proprio comunicato, CNA FITA richiama i dati ufficiali di Movimprese.it per evidenziare l'estensione dell'emergenza: su 8.822 imprese iscritte nel settore dei trasporti terrestri in Sicilia, ben 6.195 sono piccole e medie realtà; all'interno di questa platea, 4.865 sono ditte individuali.

È questo il vero tessuto produttivo dell'autotrasporto nell'Isola: migliaia di lavoratori e famiglie che rischiano di estinguersi nell'indifferenza delle istituzioni.

Risorse sbilanciate e aiuti a favore dei colossi

Il sindacato punta poi il dito contro la condotta della Regione e la sproporzione nella distribuzione dei contributi sul caro-carburante. Nello schema di decreto regionale, il 80% dei fondi (pari a ben 15 milioni di euro) verrebbe destinato a una stretta cerchia di grandi flotte, lasciando un misero 20% da spartire tra le migliaia di piccole e medie imprese che costituiscono l'ossatura del comparto.

Una scelta che, secondo la nota di CNA FITA, finisce per alterare il mercato e favorire l'assistenzialismo a scapito di chi vive unicamente del proprio lavoro quotidiano.

L'appello ai Prefetti e le forme di protesta alternative

A fronte di questo scenario, la sigla sindacale prende nettamente le distanze dal blocco annunciato dalle altre rappresentanze aziendali.

CNA FITA Sicilia lancia quindi un appello urgente ai Prefetti dell'Isola affinché sia garantito il diritto al lavoro e la libera circolazione dei trasportatori che non intendono aderire al fermo. Contestualmente, il sindacato annuncia che promuoverà, insieme alle altre organizzazioni dell'artigianato, forme alternative e responsabili di mobilitazione per denunciare pubblicamente sia la profonda crisi del settore, sia le iniquità nell'assegnazione delle risorse pubbliche.

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