Premio alla memoria di Daphne: ha pagato con la vita il suo giornalismo di inchiesta
Un j’accuse preciso, mirato, che ha chiamato in causa quegli esponenti del governo di Malta su cui indirettamente gravano ombre per l’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia fatta saltare in aria con una bomba collocata nella sua auto a La Valletta. Così il marito, Peter Caruana Galizia, ha ripercorso i fatti che hanno preceduto il tragico botto, i tentativi ripetuti di intimidazione subiti dalla moglie e dalla famiglia, l’omertà sull’eliminazione di una reporter puntuale, determinata e coraggiosa che forse stava per avvicinarsi troppo a verità scomode a uomini di potere, tanto da essere eliminata, visto che le minacce non avevano sortito l’effetto desiderato.
Un discorso emotivamente coinvolgente, parole incisive pur con toni pacati e riflessioni apprezzate sui valori della democrazia e delle tutele giuridiche, pronunciate da Peter Caruana a Taormina nel ricevere il premio europeo di giornalismo investigativo assegnato a Dafne dalla iuria composta dal direttore de La Notizia, Gaetano Pedullà, dal sostituto procuratore della DDA di Napoli, Catello Maresca, dal sen. Mario Michele Giarrusso, componente della Commissione parlamentare sulle mafie e relatore della legge sul voto di scambio politico-mafioso, dai giornalisti Paolo Borrometi, Mario Primo Cavaleri e Massimo Scuderi.
La firma di Daphne era legata a molte inchieste giornalistiche, pubblicate soprattutto sul suo blog, e in particolare ai “Maltafiles”, secondo cui l’isola del Mediterraneo farebbe da base pirata per l’evasione fiscale in Ue, e allo scandalo “Panama Papers” che tirava in ballo anche la moglie dell’attuale premier maltese. Se dovessero esserci già indizi sufficienti sugli esecutori materiali, nulla si sa sui mandanti dell’omicidio, consumato dopo vari tentativi di farla smettere, accompagnati da denunce temerarie di diffamazione. Un metodo, quest’ultimo, di cui i giornalisti sono spesso vittime dappertutto, e l’Italia non fa eccezione, anzi.
I potenti di turno non accettano le voci scomode, né tollerano di essere disturbati nell’esercizio del loro potere. E proprio l’impegno professionale di Daphne Caruana Galizia è stato al centro dei vari interventi al Palacongressi di Taormina nel corso dell’evento, cui hanno partecipato l’on. Piera Aiello (Commissione Giustizia) in rappresentanza del ministro Bonafede, la sen. Barbara Floridia (Commissione Istruzione e Cultura) in rappresentanza del ministro Lezzi, il dott. Marcello Spirandelli della segreteria del Ministro alla Salute Grillo. Conduttrice, la giornalista del Tg5 Costanza Calabrese.
Gli organizzatori del Premio hanno voluto anche affiancare una giuria popolare, con la possibilità data a diversi cittadini di partecipare alle decisioni su chi e per quale motivo premiare, da qui l’assegnazione di altri riconoscimenti: al giornalista Antonino Monteleone (Le Iene, per l’inchiesta sulla morte del manager del MontePaschi David Rossi); all’Associazione “A mano disarmata”, animata da anni dal giornalista Paolo Butturini, per le molteplici iniziative a sostegno della legalità; a Ciro Salzano, imprenditore; all’europarlamentare Ignazio Corrao relatore della recente legge Ue sul riciclaggio; a Informare, magazine di testimonianza contro la camorra; a Gianluca Calì, imprenditore; a Paolo Chiarello, promotore di Juorno.it. Durante la serata messaggi video del ministro Lezzi e del sindaco di Roma, Virginia Raggi.
Per il promotore, Massimo Scuderi, e il coordinatore, Domenico Gambino, la soddisfazione di avere dato vita a una bella edizione del Premio che ha dato spazio a giovani voci del giornalismo e a nuove testate, come l’Indiscreto, che si prefiggono di proseguire le battaglie per la legalità con un lavoro meticoloso di approfondimento e di denuncia sul territorio in cui operano, perché la crescita culturale di una collettività si nutre anche della possibilità di controllo sugli atti di governo locale, del diritto-dovere di far emergere i piccoli abusi o il malaffare per contribuire alla buona amministrazione e a risanare un tessuto civile che altrimenti rischia di soffocare la sana economia e di offuscare capisaldi del vivere comune, come la credibilità di uno Stato di diritto.
Il Premio europeo di giornalismo è stato patrocinato dalla Camera dei deputati, dall’Assemblea regionale siciliana, dal Corecom Sicilia, dall’Unione nazionale italiana dei magistrati italiani e dal Comune di Taormina, con il contributo del Gruppo Poste Italiane, della Scuola di alta formazione sanitaria Empedocle, dell’Università telematica Pegaso e dei gruppi Salzano e Russo Morosoli.
Ros.Fa.

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