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Sabato 17 Ottobre 2026
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L’inferno della vigilanza privata

L’inferno della vigilanza privata

Carmelo Burgio

Nata come la vigilanza povera, quella che in bicicletta, in uniformi sformate, passava la notte a infilare bigliettini nei portoni a comprovare il passaggio di controllo, è oggi assurta a partner obbligato – magari un po’ tollerato e guardato con sufficienza – nel mondo della sicurezza.

Trasporto e custodia dei valori le sono stati appaltati, non essendo remunerativo per istituti di credito, uffici postali e grandi soggetti commerciali farsene carico. All’estero a loro si affida la protezione dei vettori navali in zone afflitte da pirateria, e in Italia, se vuoi davvero una vigilanza continua ad un obbiettivo privato, anche solo in termini di dissuasione, è alla vigilanza privata che si fa ricorso. Eppure sono rimasti i parenti poveri.

Fors’anche per il periodico scoppio di vicende giudiziarie non certo edificanti, come quella che ha colpito qualche giorno fa una nota sigla nata in Calabria, che sarebbe rea di caporalato e comportamenti a mezzo fra il vessatorio e il ricatto.
Non tutte le ditte sono così, e anche questa volta c’è comunque da attendere il verdetto finale di un giudice.

Chi pratica il settore sa che ci son ditte che investono, che spendono per addestrare il personale, per vestirlo adeguatamente, per dotarlo di mezzi e infrastrutture che limitino il rischio cui sono esposti gli operatori. Sovente tali investimenti superano anche il livello delle prescrizioni emanate dall’Autorità di Pubblica Sicurezza. Talvolta, e accade, vi son perfino istituti che riconoscono salari leggermente superiori a quanto stabilito in sede di contrattazione collettiva, facendo anche ricorso a benefits, perché non è facile assumere personale.

Provate solo, per strada, a guardare le uniformi: ne vedrete di qualità, ma talvolta capita di trovarsi davanti al tragico frutto di collage di più marchi, perché la GPG (Guardia Particolare Giurata) deve utilizzare magari il cinturone o il berrettino di lana della ditta per la quale lavorava precedentemente, perché la nuova, semplicemente, vuol risparmiare. Inconvenienti che sorgono nel succedersi di imprese in un appalto, legato a richieste di millesimali riduzioni da parte della clientela, in sede di gare.

Ma pochi vanno a guardare a monte. Se i vigilantes sono “brutti, sporchi e cattivi”, in una riedizione del noto film con Nino Manfredi, e le ditte che danno loro lavoro appartengono ad analoga categoria, i clienti son tutti degni della massima stima e considerazione. E nessuno va a verificare che a volte faccian “cartello” per ribassare i prezzi, e pongano basi d’asta tali che alla guardia, al netto di utili d’azienda, tasse e contributi, possa andare ben poco.

Ma questi clienti, con colletto bianco e cravatta di marca o tailleur firmato, la sfangano alla grande e sono esenti da critiche. Sono tutti i grandi stakeholders che fanno bella e comoda la nostra vita: Poste Italiane, Amazon, RAI, MEDIASET, EATALY, Autostrade, Trenitalia, Aeroporti di Roma o Milano, etc., senza dimenticare ministeri, Aziende Sanitarie Locali e perfino palazzi di giustizia. Tutti ben saldi nel pagare pochissimo per i servizi “ancillari”, dalle pulizie alla vigilanza e sicurezza.

Nessuno dice che per primi son loro che pretendono tariffe minime e magari ribassi al limite del sottrarre il pane di bocca, per incrementare gli utili per l’azionista. Poi magari si scoprono etici nel ridurre l’emissione di CO2, nel piantumare aiuole, nell’installare pannelli solari, fregandosene che facciano la fame l’uomo o la donna addetti a incombenze comunque vitali per l’azienda. Potranno a volte essere anche gente poco qualificata, non certo in possesso di titoli accademici, e spesso non per loro colpa, ma son lavoratori, a mio parere più importanti del gusto che si prova ad ammirare un autogrill che sembra un giardino pensile di Babilonia.

Beh, si sappia che oltre a esserci chi nel settore degli Istituti di Vigilanza investe in mezzi, strutture e addestramento, c’è anche chi – magari lo stesso soggetto – rifiuta di partecipare a determinati bandi, sapendo che andranno vinti da chi fa lo squalo come 2° lavoro, e chiede pochissimo, disposto poi a rivalersi sul dipendente con clausole-capestro e – talvolta - mezze estorsioni. Perché accade.

Inutile sperare che le ditte “brutte, sporche e cattive” facciano cartello a loro volta – di per sé illegale – per alzare le tariffe e renderle adeguate a garantire un guadagno equo all’operatore. Ma con tutta l’eticità che trasuda dalle grandi aziende che ho nominato, Stato compreso, e dalle altre che non ho elencato per brevità, non sarebbe tempo di aspettarci un intervento concordato fra colletti bianchi con belle cravatte e severi tailleurs con spilla d’oro e corallo, per non ridurre anche quest’anno rispetto al precedente il CO2 emesso, non aumentare la quantità d’energia riciclata, e dedicarsi, una volta tanto, a quella sfigatissima gente che per sbarcare il lunario deve pulirgli scale, bagni, uffici, e vigilarglieli?

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Commenti 5

Emilia 07/08/2024 13:31

Sono una guardia giurata da trent'anni. È sempre peggiorato tutto nel tempo. Soprattutto tanto rischio ,turni assurdi,e poco salario. Almeno, per quanto non sufficiente per coprire i costi della vita, dentro il mese. Oggi con uno stipendio campi 10 giorni. Gli altri 20 sei un povero. E nella speranza che non ci siano imprevisti.

Salvo 08/08/2024 07:44

Fino a quando il governo non interverrà a tutela di questa categoria non avremo miglioramenti significativi.
Qualcosa ha fatto la magistratura, l'anno scorso, ma bisogna che il governo prenda a cuore questa causa, ma probabilmente fa comodo alle istituzioni che questa categoria rimanga così

Martin 08/08/2024 11:21

Il governo non solo ci ha abbandonato totalmente ma ogni mese si ricorda di sottrarci un bel terzo di stipendio se non di più .
Grazie alla magistratura per avere fatto qualcosa nei nostri confronti

Gio 11/08/2024 19:47

Salve a tutti,in 23 anni di vigilanza ho lavorato ovunque facendo anche notte fissa per anni,ora sono 10 che lavoro in un aeroporto,posso dire che con tutti i corsi di aggiornamento che si fanno ogni anno/due,più la ricertificazione del tesserino aeroportuale ogni 3 anni,dove devi sostenere un esame pratico,rischiando anche di non passarlo, gli anni passano per tutti e si è meno lucidi di un tempo,abbiamo preso il posto della polizia nel lontano 2000,con la sola differenza che lo stipendio è uguale al collega del trasporto valori,del collega che fa antirapina in un supermercato ecc...manca la riforma da parte del governo,abbiamo un regio decreto del 1936 siamo visti con sufficienza ma abbiamo la nostra dignità e tuteliamo sia i pubblici sia i privati,come appunto gli aeroporti dove garantiamo la sicurezza dei voli nazionali e internazionali,senza indennità riconosciute per ciò che facciamo,per soli 1300euro al mese.Speriamo che il governo si metta una mano sulla coscienza e faccia questa riforma del settore.Saluto tutti i colleghi.

Antonio 12/08/2024 12:56

Salve
Ok lo stipendio di basso qualità , ma andiamo ad analizzare le divise scarpe sintetiche cappellini in estate pantaloni di Rambo 2 la vendetta .?
Negli stati uniti e Australia le divise sono con pantaloncino corto t-shirt bianca scarpa da tennis .
I DPI in Italia va assolutamente cambiato per certi mestieri le GPG e non armati anno la punta di ferro "VERGOGNOSO"
svegliatevi con i sindacati per ABOLIRE il DPI alle GPG .
Saluti . Antonio

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