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Sabato 17 Ottobre 2026
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Aquarius: braccio di ferro Italia-Malta, 629 vite sospese tra le onde

Aquarius: braccio di ferro Italia-Malta, 629 vite sospese tra le onde

Sul caso Aquarius, la nave con a bordo oltre 600 migranti, il neo Governo italiano si stringe attorno al capo del Viminale, Matteo Salvini, confermando l’indisponibilità dell’Italia ad aprire i propri porti per far sbarcare i migranti.

Salvini, ha da subito puntato il dito verso l’isola di Malta, rea di avere adottato fin dall’inizio dell’emergenza migratoria nel Mediterraneo, una linea decisamente rigida, dirottando il più possibile gli sbarchi sul territorio italiano. La linea della totale indifferenza di Malta è un dato oggettivo incontestabile, ma tali rapporti di forza tra Nazioni dovrebbero essere risolti al tavolo della contrattazione e mai in mare, dove vi sono 600 vite sospese in un pericoloso limbo. Dalla nave Aquarius comunicano che vi sono a bordo 123 minorenni non accompagnati, 11 bimbi e 7 donne incinte. L’Europa in queste ore si sta confrontando con stupore col nuovo volto dell’Italia che indossa i colori della Lega di Salvini, ma a rigor di cronaca, è stato il Governo italiano a inviare motovedette per far salire immediatamente a bordo personale medico e prestare tutte le cure e l’assistenza necessaria e non il Governo di Malta, né quello di nessuna altro Stato europeo.

A tal proposito il Premier Giuseppe Conte ha affermato ai microfoni della stampa italiana:

“Al premier maltese Joseph Muscat che ho contattato personalmente questa sera ho chiesto chiaramente che si facesse carico almeno del soccorso umanitario delle persone in difficoltà che si trovano sull'Aquarius. Muscat, pur comprendendo la situazione, non ha assicurato però alcun intervento anche in chiave umanitaria. Si conferma l'ennesima indisponibilità di Malta, e dunque dell'Europa, a intervenire e a farsi carico dell'emergenza".

Il Governo giallo-verde riunito in serata in un Consiglio straordinario proprio per affrontare il caso dell’Aquarius, ha fatto interamente quadrato attorno al ministro Salvini, ricordando che l’Italia è stata del tutto abbandonata a se stessa nella gestione dei migranti. Un onere davvero pesante, sia in termini di sicurezza nazionale e sanitaria, sia in termini economici. Ingenti le risorse spiegate in questi anni per fronteggiare il flusso migratorio, un esborso a fronte del quale l’Europa ha previsto agevolazioni fiscali davvero esigue al nostro Paese che ha continuato a contribuire enormemente al Bilancio dell’Unione. La situazione sulla gestione dei migranti pare essere chiara a Matteo Salvini, che sulle posizioni assunte dall’Italia nei confronti del Premier maltese Muscat non accenna a ritrattare. In un twitt, il ministro dell’Interno ha tenuto a sottolineare come esisterebbe tra gli Stati membri una specie di accordo celato per boicottare le rotte e dirottare i barconi verso l’Italia.
“Nel Mediterraneo ci sono navi con bandiera di Olanda, Spagna, Gibilterra e Gran Bretagna, ci sono Ong tedesche e spagnole, c’è Malta che non accoglie nessuno, c’è la Francia che respinge alla frontiera, c’è la Spagna che difende i suoi confini con le armi, insomma tutta l’Europa che si fa gli affari suoi. Da oggi anche l’Italia comincia a dire NO al traffico di esseri umani, NO al business dell’immigrazione clandestina. Il mio obiettivo è garantire una vita serena a questi ragazzi in Africa e ai nostri figli in Italia”.

Dal canto suo Malta ha risposto in maniera lapidaria tramite un portavoce del Governo, sulle pagine di Malta Today: "Il governo di Malta non è né l'autorità che coordina ne ha competenza sul caso. Siamo preoccupati per la direzione presa dalle autorità italiane sull'Acquarius, che è in alto mare. Vanno manifestamente contro le leggi internazionali e rischiano di creare una situazione pericolose per tutti coloro che sono coinvolti".

La querelle tra Salvini e Muscat ha suscitato anche le reazioni di alcune importanti associazioni umanitarie come Medici senza Frontiere e Unchr dell’Onu in Italia. Entrambe fanno appello al senso di umanità, chiedendo di mettere da parte la politica tra gli Stati per assicurare lo sbarco sicuro di centinaia di persone bisognose d’aiuto.

Matteo Salvini ha minacciato misure drastiche nel caso in cui Malta decida di voltare lo sguardo dall’altra parte per l’ennesima volta. L’ipotesi che è stata ventilata dal Viminale è quella della chiusura dei porti italiani, una notizia che ha indignato alcune amministrazioni locali, che opponendosi al neo ministro Salvini, hanno manifestato la propria disponibilità ad accogliere in porto la nave Aquarius.

Il primo a farsi avanti, anche stavolta con un twitt, è stato il Sindaco di Napoli De Magistris:

“Se un Ministro senza cuore lascia morire in mare donne incinte, bambini, anziani, esseri umani, il porto di Napoli è pronto ad accoglierli. Noi siamo umani, con un cuore grande.Napoli è pronta, senza soldi, per salvare vite umane”.

A stretto giro arriva anche la dichiarazione di Leoluca Orlando che della sua Palermo dice: “La città che a partire dal proprio nome è "tutta un porto", è stata e sarà sempre pronta ad accogliere le navi, civili o militari che siano, impegnate nel salvataggio di vite umane nel Mediterraneo. Quelle navi e quegli uomini che rispettano la legge del mare e la legge internazionale, sottraendo alla morte uomini, donne e bambini che alcuni vorrebbero consegnare nelle mani della criminalità internazionale. A violare la legge internazionale, quella che impone come priorità assoluta il salvataggio delle vite umane, è il Ministro dell’Interno italiano che, qualora ce ne fosse stato bisogno, ha dato ulteriore dimostrazione della natura culturale dell’estrema destra leghista”.

In questo inghippo istituzionale, la nave Aquarius con le sue 629 vite a bordo rimane ancora lì, all’ancora a 35 miglia dal mare della Sicilia.

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